Mercoledì 7 ottobre, noi del gruppo volontari del Mosaico, Marisa ed Erik, siamo tornati sui banchi di scuola! Niente interrogazioni o compiti in classe, per fortuna, ma un incontro con gli studenti dell’Istituto Linussio di Codroipo nell’ambito del progetto “Prove Tecniche di Volontariato”, organizzato dal MoVI FVG (Movimento di Volontariato Italiano).
Ad accoglierci c’era Francesca, che aveva organizzato l’incontro, e insieme a noi c’erano Gianpaolo dell’AFDS, l’associazione dei donatori di sangue, e Alessandro dell’associazione Archè, che si occupa di attività educative e doposcuola.
Entrati in classe, abbiamo trovato una decina di ragazzi di quinta superiore, accompagnati dal loro professore. Ragazzi curiosi, partecipi e pronti a mettersi in gioco.
La mattinata è iniziata con una specie di indovinello: ogni volontario aveva portato un oggetto rappresentativo della propria associazione e gli studenti dovevano capire di cosa ci occupassimo.
Gianpaolo aveva portato un cerotto e i ragazzi hanno capito quasi subito. Alessandro, invece, un atlante geografico: dopo aver ipotizzato che fosse un esploratore o un organizzatore di viaggi, sono arrivati, con qualche aiutino, a scoprire le attività di doposcuola.
Noi, naturalmente, abbiamo deciso di complicare le cose: un paio di braccialetti fatti a mano e una cuffia da piscina con un grosso buco in cima!
Gli studenti hanno provato a indovinare, ma gli indizi erano decisamente poco utili. Così Marisa ha spiegato che i braccialetti sono quelli che realizziamo durante le vacanze insieme ai nostri ragazzi, mentre la cuffia… beh, quella meritava un racconto a parte!
La cuffia apparteneva al nostro Cristian Zecchin e, durante un’uscita in piscina, Erik è riuscito nell’impresa di rompergliela cercando di sfilargliela dalla testa. Per rimediare, gli ha dato la propria e si è tenuto quella bucata.
Da quel giorno la cuffia è diventata una presenza fissa nelle nostre uscite. Erik la porta sempre con sé e, soprattutto, la indossa nei momenti meno opportuni: durante una passeggiata in centro, una visita al museo o quando meno te lo aspetti. I nostri ragazzi, tra risate e occhi al cielo, continuano a chiedere a Marisa di buttarla via. Lei sostiene di provarci, ma Erik la nasconde troppo bene!
Insomma, quella cuffia ormai fa parte del gruppo. E forse racconta il nostro volontariato meglio di tante parole: stare insieme, condividere esperienze, scherzare e costruire piccoli ricordi che, con il tempo, diventano grandi.
Dopo gli indovinelli abbiamo raccontato agli studenti cosa facciamo. Il nostro gruppo volontari si occupa del tempo libero delle persone con disabilità ed è un po’ il fratello del Mosaico, dove molti dei nostri ragazzi trascorrono le loro giornate. Organizziamo uscite, attività, vacanze e occasioni per stare insieme. Ma soprattutto, nel corso degli anni, abbiamo costruito amicizie che vanno ben oltre il semplice rapporto tra volontari e persone accompagnate.
Francesca ci ha poi chiesto di raccontare un episodio che ci fosse rimasto particolarmente nel cuore.
Marisa ha scelto la storia di Marina e della sua cartolina per la Danimarca.
Durante le vacanze di gruppo ad Auronzo, Marina voleva spedire una cartolina in Danimarca. Qualcuno le aveva spiegato che ormai lì era tutto digitalizzato e che le cartoline tradizionali non venivano più recapitate. Ma Marina non si è lasciata convincere: lei quella cartolina voleva spedirla lo stesso!
Così l’ha comprata, scritta e preparata per la spedizione. Per prudenza, prima di imbucarla, le abbiamo scattato una foto con la cartolina in mano: almeno, se non fosse arrivata, avremmo potuto mandare la fotografia a testimonianza del suo pensiero.
E invece? La cartolina è arrivata! Ci ha messo più di due mesi, ma alla fine ha raggiunto la sua destinazione.
Questa storia ci ha ricordato una vecchia frase che dice più o meno così: «Secondo certi calcoli scientifici, il calabrone non potrebbe volare: le ali sono troppo piccole e il corpo troppo grande. Ma lui non lo sa e vola lo stesso».
Qualche volta, a forza di spiegare perché una cosa non si può fare, ci dimentichiamo di provare. Marina, invece, ci ha creduto fino in fondo. E aveva ragione lei!
Abbiamo parlato anche dei momenti meno allegri, perché fare volontariato non significa soltanto divertirsi. A volte i nostri ragazzi e le loro famiglie attraversano situazioni difficili e, dopo tanti anni insieme, è impossibile non sentirle anche un po’ nostre.
Quelli che all’inizio erano semplicemente i ragazzi che accompagnavamo sono diventati amici e, in qualche modo, quasi fratelli. Le loro gioie sono anche le nostre, così come le preoccupazioni e le difficoltà. Ma questi momenti sono una piccola parte di tutto quello che viviamo insieme e non ci hanno mai fatto pensare di mollare. Anzi, ci ricordano quanto siano importanti i legami che abbiamo costruito.
Nella seconda parte della mattinata, finalmente, è toccato agli studenti raccontare qualcosa a noi. Divisi in gruppi, avevano preparato alcune proposte di nuove associazioni o iniziative per migliorare la vita a Codroipo e nel territorio.
Abbiamo ascoltato idee intelligenti, interessanti e soprattutto molto concrete. Una, in particolare, ci ha colpito: alcuni ragazzi proponevano di dedicare il proprio tempo ai bambini, organizzando attività che li aiutassero a stare lontani da cellulari, tablet e social, per riscoprire il gioco, le amicizie e il piacere di crescere insieme, come si faceva quando gli schermi non occupavano ogni momento libero.
A proporlo erano ragazzi di diciott’anni! Proprio quelli che noi adulti immaginiamo sempre incollati a TikTok e ai reel. E invece, ancora una volta, i giovani ci hanno dimostrato di saper guardare il mondo con più attenzione e saggezza di quanto spesso crediamo.
Siamo usciti dal Linussio contenti dell’esperienza. Eravamo andati per raccontare ai ragazzi cosa significa fare volontariato, ma alla fine siamo tornati a casa anche noi con qualcosa in più: nuove idee, un po’ di ottimismo e la conferma che ci sono tanti giovani con voglia di fare e di migliorare il mondo che li circonda.
E chissà, magari qualcuno di loro un giorno verrà a conoscere anche il nostro gruppo.
Noi lo aspettiamo a braccia aperte. E, naturalmente, con la cuffia bucata!Marisa Erik
